Autostima

L’autostima è il valore che una persona dà a se stessa, quanto si reputa  competente e degna di stima da parte degli altri. Una adeguata autostima permette di avere un senso del proprio valore sufficientemente positivo nonostante insuccessi o critiche che si possono ricevere da parte degli altri. Al contrario, un’autostima scarsa  ci mette nelle condizioni di dipendere eccessivamente dalle conferme e dalle valutazioni provenienti dall’esterno, rendendoci molto vulnerabili. Ma da cosa dipende, da dove deriva la nostra autostima? Possiamo agire su di essa?

E’capitato ad ognuno di noi infatti nel corso della vita, di non sentirsi  in grado di svolgere compiti e richieste che gli altri ci hanno fatto. Quante volte ci siamo sentiti inadeguati, o inadatti nonostante tutto lo sforzo e l’impegno che abbiamo messo nelle diverse situazioni? Quante volte abbiamo percepito gli altri come migliori e capaci di noi per aver ottenuto mansioni, incarichi, premi sul lavoro, per aver raggiunto un obiettivo di vita, per essere riusciti a realizzarsi?

E viceversa: chi di noi non si è mai sentito forte o migliore di qualcun altro almeno una volta nella vita?

Cosa cambia davvero tra una persona e l’altra? Cosa c’è di diverso tra noi è un altro? La risposta è sicuramente  nella percezione di se stessi, nell’immagine che abbiamo di noi, insomma della propria autostima. L’autostima influenza particolarmente l’approccio alla vita, come  noi ci relazioniamo agli eventi e alle novità della vita. Esistono alcune  persone che hanno una autostima particolarmente consolidata, mentre altre che faticano ad affermare se stessi, a percepirsi efficaci.

Quello dell’autostima è un concetto estremamente importante nella psicologia del benessere come nella psicologia clinica. Si tratta di un aspetto fondamentale per avere una buona qualità sia della nostra vita interiore ma anche per gli aspetti concreti della nostra vita, per raggiungere quei traguardi che tanto vorremmo.

Ma come si arriva a definire la propria autostima? E’ una caratteristica con cui si nasce, una sorta di destino predeterminato o invece è influenzata dall’ambiente in cui nasciamo e ci sviluppiamo? Ma ancora più importante , è possibile agire attivamente per accrescerla o bisogna rassegnarsi a ciò che siamo o che anzi crediamo di essere?

E sopratutto, come mai a volte persone con una quotidianità estremamente semplice e minata da alcune insoddisfazioni, sono più sicuri di se’ di coloro i quali nonostante siano baciati dal successo, da una quotidianità soddisfacente non sono mai soddisfatti di se’ stessi, quasi a rincorrere una meta che sembra non arrivare mai? Dato che, come diceva il poeta e saggista inglese John Donne, “nessuno è un’isola”, ogni nostro pensiero, percezione, nasce nel contesto socio-culturale in cui viviamo (famiglia, amici, scuola, lavoro), ed è influenzata dalle situazioni in cui ci muoviamo e dai nostri interlocutori. Anche il concetto che abbiamo di noi stessi si evolve continuamente ed è influenzato in misura variabile dall’idea che gli altri si fanno di noi e che ci rimandano.

Quindi anche l’autostima come tanti altri aspetti psicologici dell’esistenza non è un dato, non è qualcosa che abbiamo eriditato è un processo che si costruisce partendo dall’interno di noi stessi ma in una relazione continua con l’ambiente, con gli altri .

Sicuramente le nostre esperienze, le nostre relazioni e tutto ciò che si presenta nel nostro cammino di persone in evoluzione contribuisce a influenzare la nostra immagine di noi, ma noi possediamo le risorse per fare la differenza nella nostra vita.

Quindi come possiamo migliorare la nostra autostima? Innanzitutto accettando che essa non è sempre costante che può subire dei cali a seconda delle circostanze esistenziali, ma soprattutto capire che la strada maestra, a mio parere, è sempre la conoscenza di sé, delle nostre emozioni, dei nostri vissuti, dei nostri fantasmi interiori.

Solo tramite un viaggio costante dentro di noi possiamo accedere ai nostri profondi pensieri riguardanti le nostre scelte e avere la possibilità di accogliere anche i nostri limiti. Accettare i limiti non significa adeguarsi o adagiarsi, significa invece non sottoporsi ad un estenuante confronto con gli altri, riconoscendo quello che noi siamo.

Concludo citando la famosa psicologa Virginia Satir: “non permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi sei”.