Da dove nasce questa difficoltà che attraversa la nostra esistenza?
Ogni storia personale è unica e irripetibile, e proprio per questo ciascuno dovrebbe interrogarsi: perché io faccio fatica a darmi valore? Tuttavia, nonostante le differenze individuali inscritte nella biografia di ognuno, possiamo individuare alcune risposte comuni e trasversali. La psicologia, e in modo particolare la psicoanalisi, ha cercato di esplorare in profondità questa domanda.

La prospettiva psicoanalitica: Freud
Sigmund Freud ha proposto che la costruzione del nostro Io e l’immagine interna che elaboriamo di noi stessi nel corso della vita (soprattutto durante infanzia e adolescenza) dipendano dall’interazione tra diverse istanze psichiche: Es, Io, Super-Io e Ideale dell’Io (Freud, L’Io e l’Es, 1923; vedi anche Treccani, “Psicoanalisi”).
Queste strutture, nate e modellate dalle relazioni primarie, entrano costantemente in tensione tra di loro.
Un Super-Io giudicante – parte normativa e critica della personalità – associato a un Ideale dell’Io irraggiungibile, crea spesso un divario significativo tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di dover essere per sentirci “di valore” (Psicoanalisi.it, sezione sviluppo).
La tensione tra Io e Ideale dell’Io genera così una sensazione di mancanza, inadeguatezza e insufficienza, alla base di una fragile autostima (Psicoadvisor, “Es, Io, Super-Io”).
Winnicott e il concetto di Falso Sé
Lo psicoanalista Donald Winnicott ha approfondito ulteriormente questo tema introducendo il concetto di Falso Sé e di holding, cioè l’ambiente emotivo che circonda il bambino (True Self and False Self, 1960).
Quando l’ambiente originario non è stato in grado di offrire contenimento affettivo ed emotivo, il bambino può sviluppare un Sé adattato, compiacente, che progressivamente si allontana dall’autenticità personale.
Questo nucleo interno di fragilità produce, in età adulta, comportamenti finalizzati a sentirsi di valore attraverso il riconoscimento esterno, ma amplifica una sensazione di distanza e alienazione da se stessi.
Il prezzo psicologico del “valere per l’altro”
Si tratta di un adattamento difensivo che offre un’illusione di protezione, ma che nel lungo termine può determinare uno scarto doloroso tra ciò che siamo realmente e ciò che pensiamo di dover essere per essere accettati (Winnicott, Il bambino e il suo mondo).
Riconoscere questa distanza da noi stessi è già una forma di cambiamento.
Non possiamo modificare ciò che abbiamo vissuto, ma possiamo imparare ad ascoltare le parti più fragili della nostra storia emotiva. La psicoanalisi ci invita a guardare dentro non con giudizio, ma con curiosità, perché comprendere dove nasce la fatica a darci valore significa aprire uno spazio interno più autentico, nel quale il Sé reale possa finalmente trovare voce e riconoscimento.
Fonti utilizzate ( in italiano)
Freud S., L’Io e l’Es, Bollati Boringhieri
Winnicott D.W., Il bambino e il suo mondo, Raffaello Cortina
Treccani, voce “Psicoanalisi”
Psicoanalisi.it – Super-io e ideali
Psicoadvisor – Es, Io, Super-Io
Immagine Aleksey Kuprikov



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